''Sono preoccupata. Questo nuovo orrore, senza entrare nel merito delle responsabilità oggettive e personali, dimostra che la famiglia è in crisi, che non ci sono più valori, punti di riferimento. Mancano i maestri, gli esempi. La drammaticità dei fatti di cronaca deve spingerci a reagire, ma in positivo, facendo scelte precise e decise. Parlo soprattutto per chi ha
responsabilità dirette. Vogliamo andare verso un nuovo modello di organizzazione sociale, che non vede più la famiglia al centro, perno irrinunciabile? Chi vuole questo lo dica, con chiarezza, assumendosene tutte le responsabilità. Ma sia chiaro che così si va verso l'ignoto'.
Il questore di Napoli, il dottor Fioriolli, invita a riflettere sul piano normativo. Io leggo le sue parole come una richiesta d'aiuto. Io dico: mettiamoci intorno ad un tavolo, tutti assieme, diamo indicazioni e individuiamo soluzioni, sia a livello nazionale che regionale, soprattutto per prevenire certi fenomeni di disgregazione sociale. Noi, come Consiglio regionale, siamo pronti ad accogliere proposte e suggerimenti da tradurre in leggi. Ma - ripeto - il problema non può limitarsi alla modifica dell'età punibile, ad interventi di mero sostegno economico. Dobbiamo confrontarci, apertamente, sul modello di società che davvero riteniamo
valido. Resto convinta che si debba ripartire dalle fondamenta, dalla famiglia, dall'educazione delle coscienze. Mi vengono in mente i giudizi della signora Franca Ciampi sulla Tv. Possibile che ad ora di pranzo si debba assistere a certe telenovele, alle performance del suocero che passa in rassegna biblica tutte le nuore? Se questo è il modello 'educativo' di società che si vuol far prevalere, lo si dica. Io resto nettamente contraria''.
